Fisioterapia: cosa studia, quando serve e a chi rivolgersi

Prevenire, curare e riabilitare. Sono questi in sintesi i tre pilastri alla base della fisioterapia, ramo della medicina che prende ‘in cura’ pazienti affetti da disturbi muscolo-scheletrici ma anche neurologici e viscerali. Si va dai comuni disturbi come stiramenti, strappi, distorsioni, mal di schiena, colpo di frusta, lesioni sportive e artriti, alle patologie neurologiche come l’ictus, la sclerosi multipla e il Parkinson per migliorare l’equilibrio e il cammino fino ai problemi cardiovascolari come le malattie cardiache croniche e al recupero post infarto. Anche alcuni tipi di emicrania, che hanno origine da problemi cervicali, possono essere risolti con un ciclo di trattamenti specifici. Ma i campi di applicazione non finiscono qua. Pochi sanno, infatti, che questo tipo di assistenza può aiutare anche nella riabilitazione delle disfunzioni respiratorie, come asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, fibrosi cistica e intervenire nei casi di incontinenza che possono insorgere dopo il parto o dopo interventi all’utero o all’addome.

Il miglior fisioterapista è colui che personalizza il percorso di cura

Il professionista esperto in questi casi è il fisioterapista: esperto della rieducazione motoria funzionale e posturale, in possesso della laurea abilitante. Per effettuare una valutazione e stabilire il trattamento più efficace da eseguire, questo operatore sanitario utilizza l’anamnesi, l’esame fisico, la valutazione funzionale e, quando opportuno, i risultati di esami complementari eventualmente richiesti dal medico (radiografico, ecografico, elettromiografico, ecc.). Ad ogni paziente, dunque, il suo percorso!

Come scegliere il fisioterapista giusto per se stessi

L’importanza di constatare la serietà dell’esperto a cui ci rivolgiamo.

Le 6 regole da tenere a mente:

  1. Affidarsi alla persona giusta, ovvero ad un professionista che abbia ottenuto almeno una laurea triennale in fisioterapia. 
  2. In caso di titolo estero, verificare che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute.
  3. Un ulteriore elemento di conferma, è l’iscrizione all’ Albo delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione (PSTRP). La ricerca è semplice: basta collegarsi al sito ed inserire alcuni dati.
  4. Appurare che il fisioterapista sia sempre aggiornato sulle nuove tecniche e metodiche e frequenti dei corsi di aggiornamento
  5. Richiedere al professionista di verificare costantemente i progressi fisici.
  6. Controllare la ricevuta che ci verrà rilasciata: non deve essere soggetta a Iva (anche in assenza di prescrizione medica) in quanto si tratta di una prestazione sanitaria

Chi è il paziente che ha bisogno di un centro o uno studio fisioterapico?

  1. Chi vuole prevenire alcuni problemi muscolari e osteoarticolari, come ad esempio un mal di schiena o un dolore al tratto cervicale, o i disturbi legati all’invecchiamento. 
  2. Chi ha necessità di curare disfunzioni muscoloscheletriche, articolari o funzionali come quello temporomandibolari o della deglutizione.
  3. Chi ha bisogno di cure dopo un trauma o una grave patologia, per recuperare il normale stato di salute o il massimo potenziale possibile.
  4. Individui affetti da patologie neurologiche come l’ictus, la sclerosi multipla e il Parkinson per aiutare il paziente ha ‘ricostruire’ i movimenti 
  5. Bambini, adulti e anziani per la rieducazione delle patologie respiratorie

Trattamenti fisioterapici, chi li prescrive e come ottenere il massimo dei benefici

Spesso è il medico di base o specialista ad individuare l’iter riabilitativo da intraprendere, che sia un recupero motorio o una rieducazione posturale. Va specificato, però, che il fisioterapista gode di un’autonomia professionale, stabilita dallo stato italiano, che comporta dunque una responsabilità penale e civile nei confronti del paziente. Anche qui, dunque, affidarsi alla persona giusta è fondamentale: il professionista serio e scrupoloso, in caso di dubbio sarà il primo a richiedere il consulto dello specialista.

Alla base dello star bene c’è sicuramente uno stile di vita sano e attivo con un’alimentazione completa e equilibrata. Il consiglio poi che arriva dall’Aifi, l’associazione italiana fisioterapisti, è di non aspettare che il dolore diventi insopportabile: è, infatti, importante avviare il processo di recupero quanto prima per evitare che il problema diventi cronico. Una volta intrapreso il percorso, bisogna avere pazienza: il terapista non fa miracoli e la fretta di recuperare non è un alleato della riabilitazione. Infine, è importante seguire le istruzioni e i consigli dell’esperto, compresi gli esercizi da fare a casa. Per chi soffre regolarmente di alcuni disturbi, come mal di schiena o cervicalgia, è bene sottoporsi ciclicamente ai trattamenti: la prevenzione è sempre la miglior cura!

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