Che cos’è la ginnastica posturale
Ginnastica posturale, cos’è, quando serve e a chi rivolgersi
La ginnastica posturale mira a ripristinare l’equilibrio e l’armonia del corpo attraverso esercizi di allungamento assiale, adattate al paziente da trattare. E’ importante, infatti, sottolineare come il lavoro correttivo debba essere il più possibile personalizzato in base alle necessità e alle condizioni di ciascuno.
Qualunque sia il problema, è necessario guardare al corpo nel suo insieme, così da ottimizzare al massimo l’efficacia del lavoro ed evitare danni. Per questo è importante rivolgersi a figure professionali, come i fisioterapisti, che si sono specializzati.
A chi si rivolge
Dai grandi ai piccini, il trattamento posturale non ha età. Esistono percorsi adatti sia ai ragazzi che alle persone anziane e i benefici sono notevoli. In generale, questo tipo di disciplina è utile per correggere una postura scorretta, spesso causa del mal di schiena o dei dolori alla cervicale.
Guardando nel dettaglio, questo metodo può essere applicato nella rieducazione delle seguenti patologie:
- vertebrale (scoliosi, iperlordosi, dorso curvo, compressione dei dischi invertebrali e relative ra-dicolopatie, sciatalgia, cervico-brachialgia)
- articolare (artrosi, periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, ecc)
- muscolare (lombalgia, torcicollo, mialgie, ecc)
- dismorfica (lussazione temporo –mandibolare, scapolo alate, ginocchia vare o valghe, piede piatto o cavo, alluce valgo, ecc)
Il metodo trova inoltre applicazione nell’ambito della medicina preventiva. Si rivolge, infatti, a tutti coloro che, pur non manifestando una patologia ortopedica, desiderano raggiungere e mantenere uno stato di benessere, potenziando la respirazione e l’abilità motoria e migliorando la gestione dello stress.
Ginnastica correttiva anche ‘in dolce attesa’
Il trattamento può andare incontro anche alle esigenze delle donne in gravidanza che spesso, a causa dell’aumento del peso, si trovano a fare i conti con il mal di schiena nella zona lombare. E’ utile ricorrere a quest’attività anche dopo il parto per ristabilire il giusto equilibrio della colonna.
I compiti da fare a casa
In questo tipo di percorso è importante essere seguiti da uno specialista della riabilitazione che saprà indicare, in maniera personalizzata, quali esercizi fare e quante volte alla settimana. E’ possibile ricorrere all’attività di gruppo solo quando si tratta di un numero molto ristretto di persone così che il professionista possa distinguere le modalità del trattamento, seguendo il percorso di ognuno. A casa, il consiglio è di dedicare qualche minuto al giorno allo stretching e alla respirazione. Ecco tre semplici esercizi:
- Distesi a terra su un tappetino, ginocchia piegate, respirare profondamente cercando di fare una espirazione lunga, con la giusta pausa tra un respiro ed un altro. In questo modo si fa lavorare il diaframma.
- Sempre in posizione supina ma con le gambe distese, respirare come nel primo esempio. Durante l’espirazione piegare la gamba strusciando il tallone sul tappetino. Ripetere il movimento portando su anche l’altra gamba e con la terza espirazione distendere nuovamente le gambe. In questo modo facciamo lavorare i muscoli psoas.
- Stretching del piriforme. Distesi, ginocchia piegate, tallone sul ginocchio opposto. Portare al petto la gamba piegata e mantenere per circa un minuto la posizione. Ripetere invertendo la posizione.
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