Tutto sull’osteopatia: cos’è, cosa studia e quando serve
Per alcuni potrà ancora sembrare una moda, ma questa figura professionale negli anni ha dimostrato di essere un sistema consolidato di assistenza alla salute molto diffuso in altre parti del mondo. I campi di applicazione sono diversi: la lesione osteopatica (o meglio disfunzione), in generale, è un disturbo funzionale di un’articolazione, ma anche di un organo, di una ghiandola, di un tessuto e può riguardare pazienti di tutte le età. Ma cerchiamo di capirne di più. La filosofia alla base di questa disciplina, che affianca la medicina tradizionale, si basa nell’individuare la causa del malessere piuttosto che sulla patologia. Spesso infatti la ragione del dolore trova la sua locazione lontano dalla zona dolorosa. Così uno scompenso muscolo- scheletrico può ripercuotersi su organi e visceri che, compressi e spostati, non funzionano più come dovrebbero. Compito dell’osteopata, dunque, è ricercare le alterazioni funzionali del corpo e fare in modo che tutto funzioni alla perfezione, favorendo il processo innato di auto- guarigione per un benessere della persona che duri nel tempo. Possiamo considerare l’osteopatia come una medicina funzionale e preventiva che supporta e non sostituisce (chiariamolo una volta e per sempre) quella tradizionale.
Mal di schiena? La medicina alternativa ci può sicuramente aiutare ma non è l’unico caso. La lista dei disturbi che si possono trattare è molto lunga e sono in pochi ad esserne a conoscenza. Si va dall’emicrania alla sinusite, dal reflusso gastroesofageo ai disturbi intestinali, dagli errori occlusali fino all’infertilità.
I trattamenti manuali durante la dolce attesa
Nove mesi di gravidanza rappresentano un lavoro molto impegnativo per il corpo della donna che si trova a fare i conti con diversi malesseri. L’aumento del pancione infatti, incide inevitabilmente sulla postura senza contare i problemi di ritenzione idrica, reflusso e nausea, comuni a quasi tutte le future mamme. Le tecniche osteopatiche anche durante le 40 settimane di attesa sono un valido alleato, accompagnando la donna nei rapidi cambiamenti posturali e agevolando il più possibile, grazie a tecniche manuali e non invasive, un parto fisiologico. Nel post partum invece il trattamento mira a riequilibrare il fisico ritrovando la giusta postura.
Stereotipi e falsi miti
1. L’osteopata è lo ‘scrocchiatore di ossa’. Non è sempre così e comunque dipende dalla patologia e dalla persona che occorre trattare. Ad esempio, nel caso di un paziente con osteoporosi conclamata non è possibile manipolare le ossa perché si rischia di provocare una frattura. Per questo occorre affidarsi a mani esperte che sapranno individuare il trattamento migliore dopo un’attenta valutazione della persona che si basa sul contatto manuale.
2. Osteopata? Meglio il fisioterapista. Sbagliato. Si tratta di due figure professionali diverse che possono lavorare insieme. Volendo sintetizzare il più possibile, possiamo dire che la fisioterapia si concentra sulla patologia, cercando di eliminare il dolore nel più breve tempo possibile, mentre il secondo lavora su tutta la struttura così da avviare un processo di guarigione duraturo. Se state, dunque, cercando di capire a quale professionista rivolgervi, la risposta è semplice: a entrambi! Per un problema neurologico, ad esempio, il fisioterapista interviene con la riabilitazione neuromotoria mentre l’osteopata ha il compito di aiutare il corpo ad adattarsi alla nuova condizione ricercando un nuovo equilibrio. Le due figure collaborano e non si sovrappongono avendo come obiettivo comune la salute del paziente.
3. Trattamento osteopatico? E’ una cosa ‘da grandi’. Falso. Si ricorre a questa figura già dai primi mesi di vita. Nei più piccoli è possibile avvalersi dell’aiuto del trattamento osteopatico anche per problemi che riguardano l’intestino, reflusso gastroesofageo, le coliche o i disturbi del sonno. E non solo. La terapia accompagna la crescita del bambino prevenendo problemi di postura e di disocclusione.
A chi affidarsi?
La risposta può sembrare banale e scontata: a mani esperte. Rispetto al fisioterapista, verificare la serietà di un’osteopata è più difficile ma non impossibile. La professione, nonostante abbia un valido sostegno scientifico, ancora non è riconosciuta nel nostro paese. La formazione dura sei anni e sono diverse le scuole (soprattutto francesi) presenti sul territorio nazionale. Il consiglio, dunque, è sempre di accertarsi che il professionista sia in possesso anche di un titolo sanitario, come quello della laurea in fisioterapia. Giusto per essere chiari: il laureato in scienze motorie che si è formato anche in osteopatia, secondo la legge italiana non può tecnicamente mettere le mani su un paziente con patologie.